LA DIETA PER CANI CON LEISHMANIOSI: COSA SAPERE
Nel cane le infezioni da leishmania sono generalmente causate da Leishmania infantum, un protozoo parassita trasmesso principalmente dai pappataci.
Si tratta di una malattia complessa che colpisce il sistema immunitario del cane e può causare problemi ai reni, al fegato e alla pelle.
I sintomi e i segni clinici sono diversi e variabili da soggetto a soggetto. Tra questi rientrano: uno stato di nutrizione scadente, la letargia, l’ipotrofia muscolare, onicopatie (problemi alle unghie), dermatiti di vario tipo, l’ipercheratosi naso-digitale e altri
I sintomi e i segni clinici sono diversi e variabili da soggetto a soggetto. Tra questi rientrano: uno stato di nutrizione scadente, la letargia, l’ipotrofia muscolare, onicopatie, dermatiti di vario tipo, l’ipercheratosi naso-digitale e altri sintomi gastroenterici e neurologici.
Data la varietà della malattia, l’approccio nutrizione deve essere personalizzato al massimo in base al soggetto e alla sua sintomatologia.

Se il cane è in trattamento con allopurinolo, il farmaco di elezione per ridurre la carica parassitaria all’interno dell’ospite, avrà anche una maggiore probabilità di sviluppare calcoli di xantina perché questo farmaco agisce bloccando l’enzima che permette di convertire questo metabolita in acido urico.
In questo caso la dieta del cane dovrà prediligere fonti proteiche povere di purine, ovvero di quelle sostanze azotate di cui fa parte anche la xantina, per evitare un suo ulteriore accumulo e aumentare la formazione di calcoli. Ad essere particolarmente ricche di purine sono le frattaglie (come il fegato, il cuore e il rene) ma anche il pesce azzurro e la carne di selvaggina che dovranno quindi essere ridotti e sostituiti con altri alimenti poveri di purine, come le uova e i latticini.
Inoltre non bisogna sottovalutare lo stato dei reni e del fegato che possono essere compromessi a causa di questa malattia.
Anche se è importante evitare un sovraccarico proteico, il cane ha comunque bisogno di proteine animali digeribili, qualità e nella giusta quantità per soddisfare il fabbisogno proteico giornaliero specialmente se è presente ipotrofia muscolare e uno scarso stato nutrizionale.
L’aggiunta di una quantità adeguata di omega 3 nella dieta può essere vantaggiosa sia per il loro effetto antinfiammatorio, sia per i benefici che apportano alla salute della pelle e dei reni, così come l’integrazione con antiossidanti dato che la malattia provoca un’infiammazione cronica e un danno ossidativo costante.
Infine può essere utile aggiungere integratori di vitamine del gruppo B e zinco, per migliorare il sistema immunitario e la rigenerazione della pelle.

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