LA CARNE MACINATA PER LA DIETA DI CANI E GATTI

Cosa c’è di più comodo della carne macinata quando si vuole cucinare per il proprio animale? La si schiaffa nella ciotola e via! La pappa è pronta. 

Ma è davvero così semplice capire quale carne acquistare per non sbilanciare la composizione della dieta e soddisfare i fabbisogni nutrizionali giornalieri? Direi di no… basta solo trovarmi davanti a un banco frigo di un supermercato o dal macellaio che di fronte alla sua domanda “che tipo di macinato?” vado già nel panico! 

Ogni macinato è diverso dall’altro perché ogni taglio di carne è diverso, così come le caratteristiche di un animale rispetto a un altro. 

C’è la trita sceltissima, la rustica, di manzo, di maiale, di pollo, quella di petto, l’altra di spalla, di noce, magra, grassa… aaahhhh! 

Di fronte a tutta questa varietà, scegliere quella più adatta all’alimentazione del tuo cane e gatto non è affatto semplice

Ma l’etichetta non mente!

La carne magra solitamente contiene circa il 5-10% di grasso (ovvero da 5 a 10 g di lipidi/100g di prodotto). I tagli di carne magra includono petto di pollo senza pelle, filetto di manzo, lombo di maiale e alcuni tagli di carne di tacchino.

La carne semi-grassa può contenere circa il 10-20% di grasso. Tra queste troviamo il macinato di coscia di pollo senza pelle, controfiletto di manzo e alcune varietà di carne di maiale. 

 

La carne macinata grassa contiene circa il 20-30% o più di grasso. Questa è la più gustosa ma anche calorica e quindi il suo utilizzo deve essere limitato perché con una quantità anche piuttosto ridotta si raggiungono facilmente le calorie giornaliere ma non è detto che il fabbisogno di proteine sia soddisfatto.

La cosa migliore da fare è quella di rivolgersi a un macellaio di fiducia che possa macinare per noi il taglio esatto di carne presente nel piano alimentare elaborato dal nutrizionista per essere sicuri di mantenere le dieta equilibrata e completa nel tempo. 

Perché il macinato dovrebbe essere sempre cotto?

La carne macinata rappresenta un rischio più elevato di contaminazione microbiologica rispetto ad altri tagli di carne interi. Ciò è dovuto al fatto che durante il processo di macinazione, la superficie esterna della carne, a contatto con l’ambiente e l’aria circostante che possono contenere microrganismi dannosi, viene distribuita in tutta la massa. 

Per evitare questo rischio, che potrebbe risultare anche molto pericoloso in animali malati, la cosa migliore da fare è scottare sempre il macinato in modo che tutte le superfici entrino in contatto con le alte temperature e si “sanifichino”. 

Le modalità di cottura ideali sono in padella antiaderente o in acqua bollente per pochi minuti, finché il macinato non assume il classico colore della carne cotta.