In linea generale i carboidrati non sono pericolosi per i nostri animali domestici e il cane li sa digerire in maniera più o meno efficiente pur ricordando che si tratta comunque di un carnivoro seppur “adattato” alla digestione degli amidi.
Per decidere se aggiungerli o no alla ciotola facciamo alcune considerazioni:

Innanzitutto la razza: non tutte hanno un buon rapporto con i carboidrati.
Al primo posto troviamo il Setter irlandese che è geneticamente predisposto a una vera e propria intolleranza al glutine che lo porta a sviluppare un’enteropatia cosiddetta “da glutine”.
Le razze nordiche e più vicine al lupo come il Cane lupo cecoslovacco, l’Alaskan Malamute e quelle di origine giapponese come l’Akita Inu e lo Shiba Inu hanno una minore capacità di digerire gli amidi perché producono meno amilasi, ovvero gli enzimi pancreatici deputati a questo scopo.
E vuoi sapere anche chi rientra in questa categoria? Il barboncino!
E a proposito di barboncino dobbiamo anche considerare i gusti del nostro pet. Se il suo appetito è difficile forse è il caso di ridurre i carboidrati anziché aggiungerli dato che non sono poi tutta questa fonte di appetibilità.
Ovvio che se abbiamo a che fare con un Alano di 70 kg la situazione si complica… per le taglie grandi e giganti molto spesso i carboidrati rapprendevano i nostri migliori amici perché forniscono calorie e soprattutto abbattono i costi della dieta ai poveri proprietari!
Un altro aspetto include se e quale attività fisica il cane compie con regolarità. Se hai un cane sportivo che svolge uno sport che richiede una disponibilità immediata di glucosio per ottenere energia, come per esempio l’agility, allora nella sua dieta dovranno essere presenti sufficienti fonti di amido per poter svolgere al meglio la sua attività.